Posted by: Samantha Comizzoli Maggio 12, 2019 0 comment

Tinder: l’amore ai tempi dei social

Tinder sostituisce la vita reale?

Tinder è una app conosciuta oramai da tutti, anche da chi non è presente (o dice di non esserci); ha sostituito agenzie matrimoniali ed annunci per relazioni extra coniugali.

La ricetta vincente di questa app, è l’aver sfruttato il muro della paura di “buttarsi” che hanno molti individui:
ci si iscrive tramite facebook o mail o numero di telefono e, inoltre, è gratuita.

E’ sufficiente attivare la geolocalizzazione, scegliere la distanza nel quale effettuare la ricerca ed il sesso al quale si è interessati.

Creare il proprio profilo è ancora più semplice; inserendo qualche foto ed una frase (se lo si desidera): si inizia a sfogliare “le persone” mostrando interesse (cliccando su un cuore) o non volendone sapere (cliccando su una croce). Se la persona selezionata ha fatto la stessa scelta di interesse, si entra in contatto tramite chat. Già nello “sfogliare le persone”, si notano dei trend:

  • indipendentemente dall’età, ceto sociale, e fisico (palestrato o da ginnastica da tavolo) … gli uomini sono quasi sempre con occhiali da sole.
  • molti non inseriscono foto riconoscibili e usano paesaggi o foto di personaggi famosi
  • alcuni inseriscono solo una foto (un terno al lotto)

E da qui in poi, tutto si complica …

Una prima regola di vita, dovrebbe essere la sincerità/onestà.

Che effetto si otterrebbe a presentarsi ad un colloquio di lavoro con occhiali da sole? Vi sceglierebbe qualcuno?

Come presentarsi ad un pubblico se non con la propria immagine più chiara; con foto che trasmettano il più possibile del vostro carattere. L’onesta è sempre alla base dei social (https://dm-webagency.it/blog/non-raccontare-frottole-social-ti-massacreranno/ )

Tinder sostituisce davvero la vita reale?

Purtroppo il riscontro di fregatura è presto fatto con la chat.

Molti non sono nemmeno account reali, alcuni si sono dimenticati di “aggiornare le foto” che li ritraggono al liceo vent’anni prima; quasi tutti non sanno come comportarsi nella chat e quindi si dialoga per emoticons.

Alla prima frase di almeno 6 parole, scatta l’errore grammaticale senza arrivare al congiuntivo.

Insomma, Tinder è come le bancherelle da 1 euro alla Montagnola di Bologna: devi spulciare e spulciare prima di trovare il pezzo fortunato. Possono nascere nuove amicizie o amori folli; tutto sta a come viene usata la app.
Tinder è sfruttabile anche in altro modo.

Tramite contatto per conoscenza diretta (cioè dopo essere sopravvissuti alla chat), c’è chi ha trovato casa oppure lavoro. Due obiettivi ardui soprattutto nelle grandi città. Essere se stessi, quindi, senza nascondersi, è basilare sempre.

Affinché Tinder non diventi un mostro dannoso, è importante avere quelle autodifese che valgono sempre. Un uomo può trovarsi nella spiacevole situazione di ricatto per stupro ad un appuntamento al buio; una donna può, purtroppo, essere vittima di violenza sempre ad un appuntamento nato da una chat.

Regole basilari … al/ai primo/i appuntamento/i sempre in luoghi pubblici, informare una persona di fiducia tramite save screen e numero telefonico di chi state incontrando, prestare attenzione prima al proprio stato d’animo (vocine nella testa e sesto senso) e poi allo stato d’animo della persona che si ha difronte.

E’ una app, quindi si possono scartare o scegliere futuri partner o amici anche mentre si è seduti sul cesso.

Praticità.

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